Padre Graziano, confermata condanna a 25 anni di carcere per aver ucciso Guerrina

C’è la parola fine a una lunga vicenda giudiziaria. E’ stata confermata in via definitiva dalla Cassazione la condanna a 25 anni per padre Graziano (Gratien Alabi), il religioso congolese accusato della scomparsa e della morte di Guerrina Piscaglia, casalinga 50enne di Ca’ Raffaello, nel comune di Badia Tedalda nell’aretino, con cui avrebbe avuto una relazione sentimentale, misteriosamente scomparsa nel nulla il 1° maggio 2014.

Il religioso era stato posto ai domiciliari a Roma. Ora dopo il verdetto della Suprema Corte per lui si aprono le porte del carcere. Ad emettere la sentenza è stata la prima sezione penale della Cassazione.  In primo grado la Corte d’assise di Arezzo aveva inflitto al religioso una condanna a 27 anni di carcere, poi ridotti a 25 in appello per il ricalcolo della pena. Mercoledì sera dopo la sentenza della Corte Suprema, i carabinieri della compagnia di Arezzo, guidati dal maresciallo Tommaso Surico, incaricati dell’esecuzione del provvedimento, si sono presentati nel convento dell’Ordine dei Padri Premotratensi a Roma, dove don Alabi stava scontando gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. I militari hanno invitato il frate congolese a prendere i suoi effetti personali e a seguirlo. Dopo le formalità di rito, il sacerdote sarà trasferito nel carcere romano di Regina Coeli.

Perché padre Graziano (Gratien Alabi) ha ucciso Guerrina Piscaglia

Secondo i giudici d’appello, con il suo comportamento fatto di complimenti e attenzioni particolari e facendo leva sul suo essere un “uomo di Dio”, don Alabi “ha fatto innamorare” Guerrina, persona fragile, e poi l’ha “eliminata fisicamente” perchè in preda alla paura di essere scoperto.

Il movente (che in primo grado durante il processo in Corte d’Assise di Arezzo non era stato accertato) secondo i giudici d’appello fiorentini sarebbe stata la paura che Guerrina rivelasse fatti “scabrosi” ai superiori religiosi del sacerdote e ai carabinieri. In primo grado i giudici non avevano descritto le modalità dell’uccisione di Guerrina (non ci sono testimoni nè tracce nè il corpo è stato mai trovato), ma il giudice estensore della sentenza di condanna d’appello, Anna Maria Sacco, descrive la “compressione” esercitata quel primo maggio 2014 dal prete africano sulla donna, dopo il litigio nel primo pomeriggio, fino a farla morire rapidamente per asfissia, tramite strangolamento.

Guerrina Piscaglia, uccisa dal prete ma viva per il Fisco: arriva l’Imu da pagare 

Nonostante Alabi abbia sempre negato di aver corrisposto all’infatuazione amorosa provata da Guerrina, in realtà, padre Graziano avrebbe avuto rapporti sessuali con la sua parrocchiana. Tra le menzogne che Gratien Alabi avrebbe detto, ci sarebbe anche quella dei problemi “erettili” smentiti dalle sue frequentazioni femminili anche dopo il delitto di Guerrina, con alcune prostitute. Esplicitamente nelle motivazioni della sentenza del processo di secondo grado si parla di frequentazioni di tipo sessuale fra il sacerdote congolese e la parrocchiana scomparsa, dimostrate anche dalla preoccupazione di padre Graziano di portare Guerrina in ospedale per sottoporla a un test gravidanza quando lei disse di essere incinta.

La Corte d’Assise d’Appello di Firenze ha escluso possibili alternative all’omicidio volontario e all’occultamento del cadavere da parte di padre Graziano: Guerrina Piscaglia non si è suicidata, nè è fuggita, sostengono i giudici. Il sacerdote congolese è l’artefice di un depistaggio, compiuto anche attraverso il telefono cellulare della donna che ha ucciso. Prima ha “occultato il corpo della donna”, uccisa per strada o in canonica, poi ha avuto modo di caricare il cadavere in auto e farla sparire. Fin dalla prima sentenza di condanna, per il pericolo di fuga all’estero, potendo il sacerdote congolese tornare in Africa, per padre Gratien Alabi furono disposti gli arresti domiciliari nel convento dell’Ordine dei Premonstratensi a Roma con l’applicazione del braccialetto elettronico. Padre Graziano è rimasto in convento fino alla sentenza della Corte di Cassazione.

Scomparsa Piscaglia: “Padre Graziano un criminale freddo e pericoloso”

guerina piscaglia-2

Padre Graziano, confermata condanna a 25 anni di carcere

“Alla fine è arrivato il verdetto definitivo, siamo soddisfatti”, commenta all’Adnkronos l’avvocato Nicola Detti, legale di Mirko Alessandrini, il marito di Guerrina Piscaglia. “Vado incontro a quello che mi aspetta, anche se non è una sentenza giusta – ha detto padre Graziano subito dopo la sentenza- . Sconterò quello che devo scontare anche se non lo merito”.

Il marito di Guerrina ha seguito tutta l’udienza odierna in Cassazione ed era presente alla lettura della sentenza. “Siamo soddisfatti: questa sentenza è quella che ci aspettavamo – ha commentato Mirko Alessandrini -. Ora giustizia è fatta. Rimane solo l’angoscia di non sapere dove è mia moglie”. L’avvocato Nicola Detti, legale della famiglia di Guerrina Piscaglia, ha aggiunto: “Colgo l’occasione per ringraziare la Procura di Arezzo che hanno fatto un grande lavoro che ci ha condotti fino a questo risultato. La parola fine ora è stata scritta”.

Guerrina Piscaglia, pena ridotta in appello per Padre Graziano: condannato a 25 anni